domenica 18 settembre 2011

La principessa senza un re

Ieri notte ero a casa, a letto,tentavo di dormire con la musica alle orecchie, quando mia madre mi è arrivata alle spalle, mi ha scossa, ho tolto gli auricolari, ho finto di essere assonnata e ho cercato di mettere a fuoco il suo viso, nascosto nel buio della mia camera, la luce proveniente dall'entrata mi ha permesso di notare le lacrime che le bagnavano il viso.
- Cosa c'è? - le ho chiesto allarmata.
Mi ha stretta forte, le mie ossa contro il suo corpo creano attrito, mi dà fastidio abbracciarla.
- Vestiti Deva, dobbiamo partire subito -.
- Perchè? - ho quasi gridato spazientita dalla curiosità.
- Tuo padre ha avuto un incidente, dobbiamo andare in ospedale -.
Mi si è gelato il sangue nelle vene, non ho detto nulla, mi sono vestita e siamo corse in macchina. Il freddo della notte, misto alla paura, mi faceva tremare come una foglia.
Ho violentato le mie mani per tutto il viaggio.
E' morto pensavo, me lo sentivo dentro.
Ciao bambina mi ripeteva la sua voce.
Mia madre continuava a piangere agitata e nello stesso tempo mi ripeteva - Stai tranquilla Deva, è tutto apposto -.
Io non parlavo.
In ospedale ci siamo entrate, ma è bastato trovare il dottore e il reparto giusti per sapere che mio padre era morto.
Un incidente, una macchina è passata con il rosso, l'ha preso in fiancata, l'ha fatto sbandare, si è schiantato contro un palo, ha battuto la testa ed è morto.
Sono rimasta immobile, mentre portavano mia madre in rianimazione, è svenuta subito dopo un urlo disperato. Io mi sono seduta in una sedia in sala d'attesa per non so quanto tempo, ho fissato il pavimento bianco dove sono incollate le strisce colorate delle corsie, senza sapere che fare.
Il mio autista c'è venuto a prendere e sono tornata a casa.
Ho dormito un ora abbracciando il mio orsacchiotto Papi, quando mi sono svegliata la realtà mi è caduta di nuovo addosso, schiacciandomi.
Deva, la principessa senza un re.

5 commenti:

  1. Ciao Deva, sono Maria, la sorella della ragazzina che ti aveva commentata firmandosi come “Kimberly”. Volevo soltanto dirti che mia sorella è morta l’altra notte, il male che la consumava da tanto tempo se l’è portata via. Capisco il tuo dolore perché sto vivendo una situazione simile e so che suona indelicato parlarti di mia sorella mentre sei afflitta per tuo padre ma il destino ha voluto che se ne andassero nello stesso momento, ho dovuto dirtelo perché mia sorella, prima di addormentarsi per sempre, mi ha pregata di farlo. Non leggevo il tuo blog ma mia sorella mi aveva parlato di te, sono dispiaciuta per te perché perdere un genitore ci fa sentire soli e impotenti, e ti sono vicina nel dolore per la tua perdita. Sta’ vicina a tua madre anche se il vostro rapporto è difficile, non lasciarla sola e non stare sola nemmeno tu, cerca conforto in qualcuno che ti possa capire. Non sfogarti sul tuo corpo cercando di arrivare ancora di più alle ossa, mia sorella era 34 kg per via del cancro, non posso pensare che qualcuno possa cercare questa distruzione pur avendo la salute. Ti porgo le mie condoglianze. Maria.

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  2. cazzo. non dico altro.
    g.

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  3. Non ho parole, Deva ti stringo forte, ho pensato a te tutto il giorno, ti sono vicina, tante di noi pensano a te e si sn legate già virtualmente, come possono non amarti le persone che ti sono accanto? Non sei sola e tuo padre resterà sempre con te, più vicino che mai.
    Ti faccio le più sincere condoglianze.
    Rivolgo un pensiero anche a Kimberly, sono davvero dispiaciuta.

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  4. non ho parole. non ho parole. leggendo questo post ho pianto, pensando a te ho pianto. mi dispiace Deva, condoglianze.
    Sono dispiaciuta davvero tanto, non sei sola, Rox ha ragione, non sei sola. cerca più che puoi di tirarti su , non cadere. non sei sola, ti sono vicina.
    B.

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