mercoledì 11 maggio 2011

Come morire e come vivere

"DONA ANCHE TU UNA CORDA E UNO SGABELLO AD UN DEPRESSO!!!!!"
Bellissimo commento, in effetti  a volte ci penso a uccidermi, solo che mi spiacerebbe non vedere quello che accade.
Si insomma, io immagino tutta la scena, perchè la mia morte dovrebbe essere scenica, non vorrei passasse inosservata come la mia vita.
Ne ho immaginate diverse, in qualsiasi occasione vorrei essere truccata e ben pettinata. 

  • Vestita come una principessa mi stendo sul letto di mia madre, mi imbottisco di  penthotal e champagne e mi addormento eternamente.
  • Indosso soltanto una corona, mi squarcio il corpo con una lettera per i miei e poi con sedia e sgabello mi mostro nella mia bellezza sanguinosa appesa a una corda. 
  • Poi ho pensato alla vasca da bagno e la lametta ma è troppo patetico.
  • E infine il peggiore di tutto avvelenarmi tutto il cibo di una super tavola imbandita, quei veleni insapori e poi abbuffarmi fino a scoppiare e morire uccisa dal cibo. Beh magari lascerei un video in cui dico che si tratta di suicidio non vorrei mai arrestassero la mia cameriera. 
Beh per ora nonostante il mio peso faccia i capricci e nonostante tutti i miei sforzi non voglia scendere, beh ho deciso che non mi ammazzerò, anche se ormai l'odio per mio padre mi sta consumando, il suo silenzio è assordante, mi restano ancora lo sguardo deluso di mia madre, che mi soddisfa, le visite di mia nonna che diminuiscono, i bei voti a scuola, giocare con le mie compagne di classe a ferirle e soprattutto Lui, il mio amore.
L'unico che sembra tastarmi il cuore.
Abbiamo recuperato un po' di tempo perso, gli ho raccontato quello che è successo in questo periodo, la festa, la falsa cacciata di casa e le discussioni con mia madre. 
Forse l'ho fatto per scusarmi indirettamente della mia assenza. 
Rivederlo ha risvegliato in me tutto il bisogno che ho di lui, riabbracciarlo mi ha dato un attimo di pace. 
Lui si prende cura di me. 
Lui non mi giudica. 
Mi chiede, vuole sapere perchè mi comporto cosi, perchè ho questo rapporto con il cibo, ma io non voglio parlarne, lui si irrita un po' vorrebbe aiutarmi e non sa come fare, ma io gli ho detto che non voglio aiuto, voglio solo che resti con me. 
Ho detto troppo... e ho paura... paura che se lo perdo non potrò negare di stare male. 
Paura di stare male. 
Beh, per distrarmi, meglio se riempo un po' del mio ego. 
Oggi a scuola durante un compito in gruppo, le mie compagne facevano caos e spettegolavano, io intanto mi applicavo sul compito e sono stata concentrata solo sulla mia parte di lavoro, fino a che non mi hanno chiamata in causa per saziare la loro voglia di accidia. 
- Deva ma sei qui con noi? - scherza una. 
La guardo con indifferenza senza rispondere. 
Continua - Già non ti si vede, almeno fatti sentire - aggiunge - continui a a dimagrire -. 
- Beh non si può dire lo stesso di te - con lo stesso tono dico - continui a ingrassare -. 
Ride ma non è più tanto convinta - Io non sono grassa -. 
Alzo un sopracciglio - Ah no? Sicura? - la squadro e ad alta voce, di fronte anche ai maschietti che ridono divertiti e ascoltano attenti dico - Sei carica di cellulite, hai delle maniglie cosi ampie che io al tuo posto ci appenderei le borse e poi guardati stai seduta su tre salami da far invidia ai salumieri e su due chiappe che escono per ultime dalla porta -.
Un ragazzo ride - Mai sentita Deva tanto loquace -. 
Lei non risponde abbassa lo sguardo. 
Allora faccio un ghigno cattivo - Cos'è ora non parli più? Non dirmi che te la sei presa? O forse ti vergogni perchè X (ragazzo che le piace, al tavolo con noi) ha sentito come sei fatta? Non preoccuparti non ti voleva già prima, lo sanno tutti che sta con una ragazza molto più magra di te -. 
I suoi occhi diventano rossi, la voce trema - Tu sei una strega, solo perchè sei magra ti credi di essere chissà chi? -. 
Rido - Io non sono chissà chi, io sono Deva - i maschi sono ipnotizzati dalla mia voce, che si fa sentire raramente, che è calma che è sensuale, la mia femminilità compensa la mia mancanza di curve in pieno. 
Continuo -E sono superiore a te in tutto, infatti tu stai piangendo per me, mentre a me le stupidate che dici tu non mi sfiorano -. 
Si morde un labbro nervosa - Come fai a essere cosi cattiva? Sei una emo del cazzo, lo sanno tutti che sei sempre ubriaca alle feste e che i tuoi si vergognano di te -. 
Rido ancora - Emo? Come sei banale, devi per forza dare un nome alle cose perche cosi pensi di conoscerle e non ti spaventano. Io non sono omologata come voi e non mi importa se i miei si vergognano di me, come dici tu,io almeno mi mostro a loro e a tutti per quello che sono -. 
I compagni di banco degli altri gruppi vengono attirati dalla nostra conversazione, guardo una ragazza - Z tu lo sai cosa dice di te la tua amica? -. 
Z guarda la cicciona perplessa poi me aspettando una risposta . Scuoto la testa - Dai tu sei buona, cosi buona che hai voluto condividere con tutti il fatto che i genitori di Z si sono separati perche suo padre se n'è andato con un altra donna e ci hai anche voluto far sapere che ieri sera ha prestato un pompino a un suo amico per farsi regalare un po' di fumo -. 
Z si alza ed esce dalla classe, la cicciona abbassa lo sguardo imbarazzata, gli altri cercano di placare gli animi. 
L'insegnante viene a ritirare il compito, consegno l'intero compito, finito, ordinato e impeccabile, preciso - L'ho fatto da sola, le mie compagne avevano di meglio da fare -. 
Non hanno avuto la faccia di bronzo di negarlo. 
Il mio ego è stato riempito, la mia cattiveria scaricata, la classe scombussolata. 
A presto, 
La dolce principessa Deva

4 commenti:

  1. ma perchè noi donne dobbiamo.....vabbè....
    g.

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  2. sei stata una grande. ma perchè noi donne devono essere sempre così acide tra loro? ti abbraccio
    g.

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  3. hahahaha che figa

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  4. Anche io al liceo ero così: eccentrica,eterea, spietata, considerata "aliena" e "sbagliata".
    All'epoca invece di rispondere per le rime spesso li ignoravo totalmente col silenzio.
    Le persone comuni le ritengo inferiori a me,
    mentre chi ha con sè Ana è super partes.
    Ho sempre vissuto in solitudine Ana ma ora mi
    piacerebbe trovare un'amica con la quale
    condividere un po' la sua filosofia.
    Stay strong!
    Simo arte.lsb@live.com

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